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Louisiana traumatizzata dalla seconda esplosione

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GLI SPECIALI DI AQVA

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La Festa della Marineria 2011

Speciali | Lunedì, 4 Aprile 2011

    Da giovedì 16 a domenica 19 giugno 2011 torna la biennale di arte, cultura, scienza e tradizione dedicata all'uomo e al mare coinvolgera' La Spezia, Portovenere e Lerici.. La rassegna si aprirà con un contributo a Emilio Salgari nel centenario della morte dello scrittore con uno spettacolo dedicato all’ultimo viaggio del Corsaro Nero. Il villaggio mediterraneo e la mostra d’antiquariato

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Quando la deforestazione annienta una civiltà. Il mistero dell’isola di Pasqua

Speciali | Giovedì, 31 Marzo 2011

La deforestazione è una tecnica da sempre usata dall’uomo al fine di creare spazi utili all’agricoltura, all’allevamento e alla nascita di nuovi spazi urbani. Ma il legno proveniente dalle foreste è stato inoltre usato per costruire abitazioni, navi, armi e tutto ciò che poteva essere utile ad un determinata cultura. Questa pratica è stata gestita in modo diverso a seconda delle civiltà che ne hanno fatto ricorso. La  popolazione che forse, più di altre, ha estremizzato l’uso della deforestazione fino ad arrivare alla propria estinzione è quella che ha abitato per secoli l’Isola di Pasqua.  Foto: el...

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Si scrive Velikonoce, si legge Pasqua

Speciali | Martedì, 29 Marzo 2011

Ha tutta la sacralità  degli eventi religiosi senza rinunciare al colore e al folklore delle feste popolari la Pasqua celebrata in Repubblica Ceca. Si chiama Velikonoce e per tradizione al tempo stesso rende omaggio alla passione e resurrezione di Cristo e dà  un gioioso benvenuto alla primavera. D'altro canto, lo sa bene il popolo ceco, qualcuno si dovrà pur ringraziare per quel miracolo che si rinnova ogni anno, per quel risveglio della natura che improvvisamente si scuote dal torpore invernale e regala paesaggi bucolici.

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Oggi è la Giornata Mondiale dell'Acqua

Speciali | Martedì, 22 Marzo 2011

      La giornata mondiale per iniziativa dell’ Onu ha al centro il tema “Acqua per la città”: costruire modelli di salvaguardia e uso responsabile dell’acqua nelle città, con il coinvolgimento dei cittadini è possibile. Le proposte realizzate in diverse città dal Contratto Mondiale sono un esempio.  

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Il dolorosissimo anniversario del terremoto ad Haiti

Speciali | Martedì, 11 Gennaio 2011

    Il dramma del suo popolo che dodici mesi dopo la devastante scossa vive ancora sotto le tende, in un’atmosfera di sopraffazione, di fame e di malattie, è ormai uno scandalo globale. L’87 per cento dei sopravvissuti è ancora in squallidi campi tendati e pericolosi. Decine di stupri vengono commessi ogni giorni, spadroneggiano le bande malavitose e le macerie che non sono state spostate impediscono una ricostruzione seria  Foto: lwr.org

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Louisiana traumatizzata dalla seconda esplosione Stampa E-mail
News - News
Venerdì 03 Settembre 2010 09:01

 

Nostro servizio particolare


Il fuoco su una piattaforma a 120 chilometri dalla costa dimostra – secondo gli ambientalisti – che la sicurezza di questi giganti off shore è un problema drammatico. Stavolta non c’è stato riversamento di petrolio e tutti i 13 lavoratori si sono salvati gettandosi in mare. Sono stati ripescati dopo due ore, in un mare molto mosso. Si sarebbero incendiati 100 barili depositati sulla superficie della struttura

 

mappa uragano earl

VENICE (Louisiana) – Un sospiro di sollievo e tante preoccupazioni: questo il sentimento generale in Louisiana dopo l’esplosione, avvenuta ieri,  di una piattaforma off shore dedicata alla ricerca di gas naturale sul fondo del Golfo del Messico.  Non ci sono state perdite apprezzabili di petrolio nel mare, almeno secondo i primi accertamenti, ma l’esplosione ha toccato un nervo troppo scoperto tra gli abitanti della zona, traumatizzati dalla marea nera causata dalla piattaforma Deepwater Horizon della Bp,

Nessun confronto possibile con la sciagura del 20 aprile, hanno detto i responsabili della Guardia costiera nazionale. . La Mariner Energy, proprietaria della piattaforma, ha parlato subito di un incendio in un deposito di gas, all'interno della base e ha ricordato  che al momento dello scoppio la piattaforma stessa non era attiva, cioè non era in atto alcuna attività di pompaggio del greggio dal profondo del mare. Secondo la Guardia costiera, invece, al momento dello scoppio si stava estraendo greggo.

È stato confermato che tutti i 13 lavoratori sono salvati, anche se sono dovuti restare a galla tra le onde di un mare molto mosso per oltre tre ore. Dieci sono stati trasportati al Terrebone General Medical Hospital di Houma, dove sono giunti attorno alle 14.30 e gli altri tre sono arrivati qualche ora dopo. Le ustioni causate dal sole sembrano essere le loro ferite più gravi. Solo 12 avevano le attrezzature di salvataggio addesso: il tredicesimo è stato tenuto a galla dai compagni. Invece, sulla deepwater Gorizon, 11 lavoratori non erano riusciti a buttarsi in mare ed erano stati polverizzati dalle fiamme.

Ma ecco la cronaca dell’avvenimento. Alle 9.19 antimeridiane di ieri giovedi (alle 17,19 in Italia) un elicottero di sorveglianza passando su un’aera marina riservata alle prospezioni petrolifere chiamata Vermillon Block 380, a circa 120 chilometri dalle coste delle Louisiana e a 330 chilometri dalla Deepwater Horizon, ha notato un grande fuoco provenire dalla piattaforma della Mariner Energy. È scattato l’allarme e sono subito intervenuti altri elicotteri, barche di soccorso e “navi-spazzino”, queste ultime per fortuna inutilizzate. I tredici operai, infatti, prima di gettarsi in mare, avevano fatto in tempo a chiudere tutti e sette i pozzi di petrolio e di gas che alimentavano il funzionamento della struttura.

Gli uomini sono stati poi ripescati e portati a terra mentre intervenivano in forza le navi che hanno cominciato a inondare la piattaforma di getti d’acqua.

La Guardia costiera ha aperto un’inchiesta per capire le cause del’esplosione. Il governatore della Louisiana Bobby Hindal ha detto in una conferenza stampa a Houma che 100 barili di petrolo, stivati sulla piattaforma, avevano preso fuoco, ma che s”saranno necessari accertamenti per sapere se, in quel momento, i pozzi erano in funzione”.

Per tutta la giornata di giovedì, ai sono susseguite voci sulle possibili perdite di greggio susseguenti all’esplosione. A mezzogiorno la Guardia costiera aveva comunicato che sulla superficie delle acque prospicienti l’incidente era stata registrata una sospetta patina lucida, indice di inquinamento. Nel pomeriggio, però, la stessa Guardia costiera, per bocca di un suo dirigente, ha smentito questo fatto in una conferenza stampa a New Orleans.

Le differenze con il disastro del 20 aprile sono tante. La piattaforma della Mariner Energy è fissa, cioè ancorata al fondo a 340 metri di profondità e il fuoco avrebbe riguardato i barili in superificie; la Deepwater Horizon era una nave galleggiante e l’esplosione era avvenuta quasi un chilometro sotto la superficie del mare, con conseguente riversamento di petrolio, migliaia di barili per tre mesi.

C’è da aggiungere che la Mariner non doveva osservare l’embargo alle perforazioni proclamato dal presidente Obam, proprio per la relativa scarsa profondità delle ricerche. Ma le poleniche, negli Usa, non sono ugualmente mancate: gli ambientalisti hanno osservato che questa esplosione dimostra come tutte le perforazioni, a qualunque profondità sono insicure, allo stato dei fatti.

 

 



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