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L’ex presidente ha lanciato un appello per una conta “oggettiva” dei voti dicendo che un risultato equo ed accettato dalla popolazione e' cruciale per il recupero della nazione caraibica devastata dal terremoto

 

 

PORT AU PRINCE - L'ex presidente Usa, Bill Clinton, ha lanciato un appello per un riconteggio "oggettivo" dei voti nelle presidenziali ad Haiti, dicendo che un risultato equo e accettato dalla popolazione e' cruciale per il recupero della nazione caraibica devastata dal terremoto

Nel voto del 28 novembre il candidato del partito del presidente Preval, Jude Celestin (22,5% dei voti) era arrivato secondo superato da Mirlande Manigat (31,4%), ma in vantaggio di solo 6.000 voti circa sul popolare cantante Michel Martelly, noto come 'Sweet Micky'  celebre per i testi provocatori ed astro della musica nazionale kompa. Sono stati i sostenitori di quest’ultimo a causare la maggior parte degli incidenti, nei quali ci sono state anche alcune vittime.

 

 

Ma c’è ancora incertezza sul nome di chi sfiderà l’ex first lady Mirlande Manigat, risultata prima nel primo turno delle elezioni

 

PORT AU PRINCE - In un clima di instabilità politica ad Haiti, il Consiglio elettorale provvisorio (Cep) ha comunicato - per modo di dire -   i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali. Il ballottaggio è previsto per il 20 marzo e il risultato dovrebbe essere conosciuto il 31 marzo. Tuttavia, la pubblicazione di questo risultato avverrà soltanto il 16 aprile.

Ci sono ancora dubbi circa i nomi che si contenderanno il secondo turno, l'unica certezza è l'ex first lady Mirlande Manigat, che è arrivata prima. Per l’altro posto nel ballottaggio vi è incertezza tra Celestin Jude, sostenuto dal presidente uscente René Preval, e il musicista Michel Martelly. Per gli osservatori stranieri, il secondodovrebbe essere Martelly.

Il secondo turno delle elezioni ad Haiti si svolgerà al termine di un comitato speciale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) che ha concluso che vi erano state irregolarità nel processo elettorale.

Il Haiti soffre di un momento politico, economico e sociale delicato. Inoltre l'instabilità politica causata dalla incertezza delle elezioni è stata aumentata dal ritorno nel Paese dell'ex presidente Jean-Claude Duvalier, Baby Doc. Vi sono indicazioni che anche l'ex presidente Jean-Bertrand Aristide voglia tornare ad Haiti. Entrambi erano stati espulsi con l'accusa di corruzione e violazioni dei diritti umani.

Nei settori economico e sociale, Haiti cerca di ricostruirsi dopo il terremoto del gennaio 2010. La maggior parte del paese è stato devastato e quasi 220 000 persone sono morte. Poi c'è il problema causato dall'epidemia di colera che ha causato oltre 4000 morti.

 

 

Sono quelli congelati all’ex dittatore su un conto svizzero: Lui è rientrato in patria convinto di non essere perseguito penalmente e poter così rientrare in possesso dei suoi soldi, evitando che fossero consegnati al governo haitiano. Ma sembra non vada a finire così

 

PORT AU PRINCE - Il presidente Renè Preval ha detto che l'ex-leader Jean-Claude "Baby Doc" Duvalier aveva il diritto di tornare al paese, ma ora deve affrontare la giustizia. Duvalier è stato accusato di furto e appropriazione indebita di fondi durante il suo governo 1971-1986 ed è anche stato citato in giudizio per la tortura e altri crimini contro l'umanità. Egli ha detto che è pronto ad affrontare la "persecuzione". Lo ha detto in una conferenza stampa in cui ha rivendicato il fatto che il suo ritorno  è stato suscitato dal terremoto che ha devastato Haiti lo scorso anno e dal suo desiderio di aiutare a ricostruire il paese.

A Duvalier è stato vietato di lasciare il paese in attesa dei risultati di un'indagine sui suoi presunti crimini, ha detto Preval. L’ex dittatore era arrivato ad Haiti il giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il secondo turno delle elezioni presidenziali, poi rinviato a causa di una disputa su chi era arrivato secondo al primo turno.

Alcuni hanno espresso la preoccupazione che il ritorno di Duvalier potesse aggiungere incertezza all’incertezza politica.

Una teoria offerti dagli analisti e dagli avvocati per spiegare il ritorno di Duvalier è che egli stava cercando di evitare i tentativi da parte della Svizzera di donare ad Haiti quasi  6 milioni di dollari ( 3,7 milioni di euro) congelati sui suoi conti bancari svizzeri.

Secondo una nuova legge svizzera che entrerà in vigore il 1 ° febbraio, i fondi possono essere rilasciati anche se Haiti non ha fatto una mossa legale per ottenerli.

Duvalier aveva erroneamente pensato che poteva essere in grado di evitare il processo ed era venuto ad Haiti convinto di pter dire: “Sono stato a disposizione per i procedimenti penali ma non mo hanno perseguito: E dunque datemi i miei soldi”.

 

 

Al secondo turno delle presidenziali, in programma il 20 marzo, non ci sarà Jude Celestin, il candidato sostenuto dal governo, che è stato eliminato dalla gara

manifesto elettorale di Martely

 Foto: bbc.co.uk

 

PORT AU PRINCE - L’ex first lady haitiana Mirlande Manigat dovrà affrontare popolare musicista Michel Martelly nel secondo turno delle elezioni presidenziali di Haiti: la commissione elettorale lo ha annunciato giovedì. Il candidato sostenuto dal governo, Jude Celestin, è stata eliminata dalla gara.

L'annuncio segue la pressione degli Stati Uniti e di altri sul presidente Rene Preval perché onorasse le raccomandazioni della Organizzazione degli Stati americani per quanto riguardava il ballottaggio.

All'inizio di dicembre, il consiglio elettorale aveva annunciato che Manigat aveva vinto ma mancava la maggioranza dei voti necessari per la vittoria assoluta. I primi risultati l’avevano messa in un ballottaggio con Celestin, un protetto del presidente.

Il candidato al terzo posto, Martelly, aveva affermato di aver ricevuto più voti di Celestin e una revisione dei risultati da parte ddi una squadra della Organizzazione degli Stati Americani aveva acclarato questa tesi: e quindi era Martelly a dover andare al ballottaggio.

Quando i primi risultati sono stati annunciati, gli haitiani avevano risposto facendo pagare le frodi con assalti al  quartier generale della campagna Celestin a Port-au-Prince. Con la decisione di Giovedi, il Consiglio ha accettato le conclusioni del riesame da parte dell’Osa.  La votazione è fissata per il 20 marzo. I risultati finali saranno resi noti il 16 aprile.

Colpito da un terremoto di un anno fa, Haiti fa fatica a recuperare. I suoi problemi sono stati aggravati dal colera prima e poi dalla controversia che ha circondato le elezioni presidenziali.

 

 

 

I morti sono oltre 1800. Le Nazioni Unite sono pronte a lasciare l'isola di Haiti se la volontà popolare espressa durante le elezioni di domenica non sarà rispettata nel Paese.

 

PORT AU PRINCE - Ad Haiti, mentre si attende l'esito dei risultati del primo turno delle elezioni contestate del 28 novembre scorso, continuano gli episodi di violenza legati all'epidemia di colera che ha già provocato oltre 1.800 morti. Ieri, la polizia ha reso noto che 12 persone accusate di aver contribuito a diffondere il virus sono state linciate nel corso degli ultimi giorni nel dipartimento della Grand'Anse, nella zona sud ovest dell'isola.

Le Nazioni Unite sono pronte a lasciare l'isola di Haiti se la volontà popolare espressa durante le elezioni di domenica non sarà rispettata nel Paese.

E' l'avvertimento lanciato da Edmond Mulet, capo missione dell'Onu sull'isola caraibica. "La comunità internazionale si ritirerà da Haiti e il Paese non beneficerà degli aiuti e delle risorse internazionali se la volontà popolare non sarà rispettata", ha detto Mulet. "Al contrario, se l'esito delle urne verrà riconosciuto dal Consiglio elettorale haitiano non ci sarà alcun problema, la comunità internazionale si impegnerà e aiuterà il nuovo governo a far fronte alle grandi sfide", ha promesso il rappresentante del Palazzo di vetro.

Intanto, un gruppo di dodici candidati alla presidenza continua a chiedere l'annullamento delle elezioni e delle legislative, condizionate da incidenti e brogli in favore del candidato al potere Jude Celestin.

 

 

In discussione la poszione del candidato Jude Celestin, che dovrebbe partecipare al voto, ma è accusato di brogli elettorali. Vietato all’ex dittatore “Baby doc” di lasciare il Paese: e' stato incriminato dalla procura generale per diversi reati, tra cui corruzione, peculato e distrazione di fondi, commessi sotto la sua presidenza, tra il 1971 e il 1986

 

PORT AU PRINCE- Gli Stati Uniti ed l’ONU hanno appoggiato una richiesta per l'Haiti dall'Organizzazione degli Stati Americani perché al ballottaggio delle presideziali il candidato Jude Celestin sia sostituito dal cantante Michel Martelly, arrivato formalmente terzo: gli osservatori hanno sostenuto che l'elezione di novembre è stata guastata da diffusi brogli.

C’è preoccupazione per il fatto che il ritorno in Haiti del ex-dittatore Jean-Claude Duvalier possa aggiungere altra tensione all'incertezza politica. Duvalier, conosciuto come " baby Doc" , è arrivato domenica scorsa,  il giorno in cui ad Haiti doveva tenersi il un secondo tondo delle elezioni per scegliere un successore al Presidente uscente Rene Preval. I sostenitori di Martelly avevano organizzato dimostrazioni violente quando è stato annunciato che Celestin, un “protégé” del presidente uscente Rene Preval, era stato piazzato al secondo posto dietro la signora Mirlande Manigat.

Adesso c’è la pressione internazionale perché Celestin sia cancellato dalla scheda elettorale. " Se il CEP (il Consiglio elettorale provvisorio) decide al contrario, l'Haiti può andare incontro ad una crisi costituzionale, con la possibilità di considerevoli agitazione ed insicurezza, " ha detto Alain Le Roy della forza di pace ONU. Le Roy ha detto che la commissione elettorale dovrebbe annunciare i risultati definitivi per la fine del mese e proverebbe ad organizzare il voto a metà febbraio. L’ONU ha circa 12.000 guardie della pace ad Haiti.

All'ex dittatore Jean-Claude "Baby Doc" Duvalier, arrivato ad Haiti dopo 25 anni di esilio, e' stato vietato di lasciare il Paese. Duvalier fu deposto nel 1986 dopo una rivolta popolare contro il suo brutale regime.
  Rientrato ad Haiti, l'ex despota e' stato incriminato dalla procura generale per diversi reati, tra cui corruzione, peculato e distrazione di fondi, commessi sotto la sua presidenza, tra il 1971 e il 1986; mercoledì sono state depositate contro di lui anche quattro denunce per crimini contro l'umanità. Secondo fonti Fox News, l'ex dittatore aveva riservato un volo per oggi verso la Francia

 

 

Lo ha affermato la missione congiunta dell’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) e dei Paesi della Comunità dei Caraibi (Caricom). Le elezioni presidenziali e legilastive si sono svolte in un clima di caos tra violenze e incidenti ma “queste irregolarità, per quanto gravi possano essere state alcune di esse, non hanno necessariamente reso non valido il processo”

 

 

PORT AU PRINCE – Le elezioni ad Haiti sono da considerarsi valide, malgrado le irregolarità denunciate e riscontrate tra brogli, violenze e incidenti. Lo ha affermato la missione congiunta dell’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) e dei Paesi della Comunità dei Caraibi (Caricom). Non sono ancora espressi i rappresentanti dell’Unione

“Sulla base delle osservazioni negli undici dipartimenti elettorali, la missione congiunta non ritiene che queste irregolarità, per quanto gravi possano essere state alcune di esse, abbiano necessariamente reso non valido il processo” ha spiegato Colin Granderson, capo della missione congiunta Oas/Caricom.

Due dei favoriti alle presidenziali – Mirlande Manigat, moderata di sinistra che rappresenta le classi medie, e Michel Martelly, popolare astro della musica nazionale ‘kompa’ – hanno attenuato le loro posizioni riguardo alla validità delle elezioni. Martelly, come la maggior parte degli altri candidati, aveva chiesto domenica l’annullamento del primo turno delle presidenziali: pra auspica che lo scrutinio prosegua normalmente, giudicando i brogli meno gravi del previsto.

Altri dieci aspiranti presidenti insistono invece per il non riconoscimento del risultato della consultazione.

 

 

Lui è asserragliato nel suo albergo. "Il ritorno di Duvalier ad Haiti dovrebbe avere un unico scopo: affrontare la giustizia " ha detto Jose Miguel Vivanco, direttore per le Americhe di Human Rights Watch

 

 

PORT AU PRINCE - L'ex dittatore haitiano Jean-Claude "Baby Doc" Duvalier tornando ad Haiti ha sorpreso molti e ha spinto almeno una persona a cercare accuse penali contro l’ex dittatore.

Duvalier è tornato in patria domenica dopo circa 25 anni in esilio, iniettando una dose ulteriore di incertezza in una situazione già politica turbolenta.

Michele Montas, giornalista haitiano e  ex portavoce del Segretario generale dell'ONU, ha detto  che ha intenzione di presentare una denuncia penale contro Duvalier. "Abbiamo abbastanza prove. E quello che farò è andare a un pubblico ministero se vi è un pubblico ministero che potrebbe realmente accettare i nostri reclami".

Sotto la presidenza di Duvalier, migliaia sono stati uccisi e torturati e centinaia di migliaia di haitiani sono fuggiti in esilio, ha detto Human Rights Watch.

Duvalier è rimasto chiuso dentro il suo hotel: una conferenza stampa presso l'hotel è stata annullata all'ultimo minuto perchè lo spazio non era in grado di gestire la folla e nessun altro luogo è stato trovato, secondo lo staff di Duvalier.

dal quale è arrivata la spiegazione del ritorno  “perché era mosso da l'anniversario del tragico terremoto dello scorso anno e perché aveva perso la sua patria. E’ profondamente ferito nella sua anima dopo il terremoto Voleva tornare a vedere come è l'attuale situazione di Haiti  del popolo e del paese".

L'arrivo di Duvalier coincide con una crisi politica in corso, innescata da accuse di frode nelle elezioni presidenziali. Un ballottaggio, previsto per il 16 gennaio è stato rinviato.

"Il ritorno di Duvalier ad Haiti dovrebbe avere un unico scopo: affrontare la giustizia - ha detto Jose Miguel Vivanco, direttore per le Americhe di Human Rights Watch - Il tempo di essere chiamato a rispondere delle accuse è atteso da tempo."

Amnesty International ha dichiarato nello stesso modo che  Duvalier dovrebbero essere portati davanti alla giustizia. "Le violazioni diffuse e sistematiche dei diritti umani commesse in Haiti accusano Duvalier di crimini contro l'umanità", ha dichiarato Javier Zuniga, consigliere speciale di Amnesty International. "Haiti ha l'obbligo di perseguire lui e chiunque altro sia responsabile di tali crimini."

La famiglia Duvalier ad Haiti governato per tre decenni, a partire dal 1957, quando Francois "Papa Doc" Duvalier fu eletto presidente. In seguito si è dichiarato presidente a vita. Quando morì, nel 1971, gli successe il figlio di 19 anni, Jean-Claude "Baby Doc" Duvalier.

Il giovane Duvalier tenuto al potere per 15 anni prima che una rivolta lo costrinse a fuggire dal paese. Ampiamente accusato di corruzione, Duvalier ha vissuto in Francia.

Egli ha mantenuto un certo supporto ad Haiti. Presso gli uffici del Partito di Unità Nazionale, a poche decine di suoi sostenitori riuniti intorno a un televisore per ascoltare le notizie.

"Il presidente Jean-Claude Duvalier, tornando nel paese è una vittoria per Haiti", ha detto Jean Etienne, uno studente di ingegneria. "Quando il presidente Jean-Claude Duvalier era in campagna, non era come lo è ora. E 'stato meglio."

L'ex dittatore è stato presso l'Hotel Karibe a Petionville, un sobborgo di Port-au-Prince.

Gli sforzi per eleggere un nuovo presidente si aprono come il paese sta ancora lottando per la ricostruzione dopo il devastante terremoto dello scorso anno. La scorsa settimana, Haiti ha segnato il primo anniversario di quel sisma, che ha lasciato più di 200.000 morti.

 


“E’ libero ma resta a disposizione della giustizia” ha detto uno dei suoi avvocati. E’ accusato di furto, concussione ed altri crimini

 

Port-au-Prince, 19 gen. (TMNews) - Jean-Claude Duvalier è stato incriminato ufficialmente dalla giustizia di Haiti per corruzione, furto, concussione e altri presunti crimini. Baby Doc, con al fianco la moglie, ha potuto però lasciare il palazzo di giustizia di Port-au-Prince da uomo libero, senza manette ai polsi. L'ex dittatore di Haiti era tornato sulla sua terra, fra la sorpresa generale, dopo 25 anni di esilio. "E' libero, ma resta a disposizione della giustizia", ha detto uno dei suoi avvocati, Gervais Charles. "AL momento non sono previste altre udienze", ha aggiunto un altro legale, Raynold Georges: "Non ci sono dossier. Si sta cercando di montare un caso".

 
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